Stima terreni agronomo milano espropri valutazione aziende agricole

Il valore della terra: tanto, poco, quanto?

Il 30 giugno scorso, presso il Politecnico di Milano, si è tenuto il convegno “Il valore della terra“. Discutere di terra significa affrontare questioni economiche, giuridiche, ambientali ed estimative. Significa parlare di un bene che supera i conflitti ed è il palcoscenico della attività dell’uomo.
In presenza di un mercato in rapida trasformazione e molto poco direzionale come quello degli ultimi anni, è difficile ottenere punti di riferimento validi per la stima di terreni e aziende agricole (e di qualsiasi altro bene) e analogamente per la valutazione degli indennizzi in caso di esproprio per pubblica utilità. Questo perchè è difficile ricostruire la scala di valori che è alla base del metodo estimativo.
Oggi più di ieri è quindi importante il ruolo del professionista, capace di tastare il polso del mercato, di ipotizzare l’andamento futuro dei mercati sulla base dei dati disponibili al momento dell’incarico (che non sempre, anzi, quasi mai, coincide con il momento di stima), di considerare tutte le principali variabili che concorrono alla formazione del “più probabile prezzo di compravendita” e, quindi, alla redazione di una consulenza estimativa corretta.
Ecco perchè nel corso del Convegno sono stati dibattuti aspetti apparentemente disparati, ma di estrema importanza per ogni perizia di stima. Tra gli altri, sono stati toccati argomenti di carattere:

  • giuridico: il suolo è un bene comune quindi soggetto a tutela generale; tuttavia, tale tutela rischia di provocare la nascita di rendite di posizione a favore di chi ha già potuto trasformare terreni in proprietà e a scapito di chi ancora non lo ha fatto;
  • territoriale: evitare la nascita di una giungla di divieti ma, per esempio, incentivare il recupero funzionale di edifici esistenti;
  • catastale: dovrebbe essere una base per valutazioni e non sttrumento meramente fiscale;
  • ambientale: costi e modalità di bonifica quali, a titolo esemplificativo, la phytoremediation.

Soprattutto, però, si è parlato di aspetti estimativi. Alcuni spunti:

  1. esternalità positive del fattore terra non riconosciute dal mercato;
  2. mancata abitudine di considerare i costi di mantenimento delle opere derivanti dalla trasformazione dei suoli – es. urbanizzazioni primarie – nella stima del costo di trasformazione;
  3. terreni agricoli hanno sempre un valore positivo, alto o basso che sia, mentre non sempre è vero per un suolo trasformato dal momento che all’investimento iniziale occorre aggiungere le spese di manutenzione, le imposte, le spese di bonifica, ecc.;
  4. ruolo delle acque irrigue nella valutazione dei terreni;
  5. metodi di stima partecipativi (di derivazione statunitense) ed economia cognitiva.

Luca Masotto (dottore agronomo Milano n. 1212) offre servizi di stima terreni e valutazione aziende agricole anche come consulente tecnico di parte in caso di divisione assi ereditari o calcolo indennità esproprio. Per informazioni studio@lucamasotto.it e 333.4603805.

Agronomo Milano lotta biologica e integrata

L’agronomo a Milano: difendere le piante in modo sostenibile

Lo Studio ha recentemente ottenuto la certificazione di Consulente per la difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari previsto dal Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante “Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”.

Si tratta di un passo aggiuntivo rispetto a quella che da sempre è stata la filosofia dello Studio: prediligere i metodi di lotta alternativiin primis quelli agronomici – per risolvere i problemi fitosanitari di parchi, alberi e giardini. Un approccio per ridurre i rischi di esposizione della popolazione e degli operatori a prodotti fitosanitari che, è bene ricordarlo, possono essere pericolosi e devono essere sempre utilizzati in modo accorto e professionale e, soprattutto, solo qualora il loro impiego sia effettivamente necessario.

Lo Studio adotta metodi di prevenzione delle malattie e metodi alternativi per il contenimento di insetti e patogeni: oltre alla cura degli aspetti squisitamente agronomici, si studiano approcci di lotta integrata e biologica con l’uso di estratti naturali (la cui efficacia deve essere comunque scientificamente provata) e di insetti antagonisti.

Un approccio interessante e innovativo per la gestione del verde urbano.

Luca Masotto (dottore agronomo Milano n. 1212) è disponibile per informazioni al 333.4603805 o all’indirizzo di posta elettronica studio@lucamasotto.it

Potature e luoghi comuni | Luca Masotto dottore agronomo

Alberi, potature e luoghi comuni

Sabato 14 marzo 2015 Noi, gli alberi e la città sbarca a Trezzano sul Naviglio con un pomeriggio dedicato alla sensibilizzazione circa le migliori pratiche di gestione degli alberi cittadini.
Signora abbassiamo un po’ il cedro, così è più sicuro“, “diamo una bella potata così si rinforza” e “quando c’è vento l’albero si piega, è pericoloso” sono frasi che spesso ricorrono tra i pseudoaddetti ai lavori, luoghi comuni che resistono e che continuano a produrre danni.
Gestire bene gli alberi fa bene al paesaggio e al portafoglio: lo scopriremo nel corso del pomeriggio trezzanese. Ecco il programma:

  • 16:45. Perchè gli alberi sono importanti in città? Migliori pratiche di gestione del verde urbano: prevenzione delle malattie, potature, scelta delle specie, effetti dei cambiamenti climatici. Quando abbattere? I dottori agronomi Andrea Bucci e Luca Masotto illustrano la mostra fotografica “Noi, gli alberi e la città” e rispondono alle domande della cittadinanza.
  • 17:30. Gli alberi di Trezzano sul Naviglio: i risultati del censimento del patrimonio arboreo comunale. A cura di Matteo Maierini.
  • 18:00. Aperitivo per tutti.

Appuntamento in via Manzoni 10, vi aspettiamo!

Paesaggi da Mangiare | Luca Masotto dottore agronomo

Paesaggi da mangiare

Le avversità delle piante modificano il paesaggio.
E l’uomo?

1845. Un anno che ha scritto un pezzo di storia irlandese. In quell’anno ebbe inizio una carestia le cui proporzioni non furono mai più eguagliate: nella storia dell’umanità non vi fu altro evento capace di uccidere una percentuale di popolazione tanto elevata. Gli irlandesi la ricordano come An Gorta Mòr – la Grande carestia – per sottolinearne la dimensione tragica, come fosse una guerra, la Grande guerra, appunto. Ma quale fu la causa scatenante di tutto questo? Un fungo, microscopico, ma capace di ridurre le patate – principale fonte di sostentamento per gli irlandesi del tempo – in una poltiglia immangiabile. La Phytophthora infestans, questo il nome del fungo, se la prese però comoda. Fece un viaggio in prima classe a bordo di una nave proveniente dal nord America e, a partire dalle zone sud-occidentali dell’isola, si diffuse rapidamente nel resto del Paese e affamò la popolazione sino al 1849. Fu quindi lo sviluppo dei commerci che seguì l’introduzione delle navi a vapore a diffondere rapidamente la malattia da una costa all’altra dell’Atlantico: sino ad allora i velieri – a causa dei lunghi tempi di navigazione e delle alte temperature delle stive – non avevano consentito il diffondersi del patogeno.
Oggi, grazie all’internazionalizzazione degli scambi di derrate alimentari, esiti repentini come quello irlandese non sarebbero più possibili. Persiste tuttavia un allarme riguardo l’importazione involontaria di organismi nocivi alle piante, tanto che negli scambi internazionali i vegetali devono essere muniti di un passaporto che ne garantisce la sicurezza fitosanitaria.
Un altro esempio degli effetti dell’improvvisa introduzione di un organismo all’interno di un ecosistema è rappresentato dal cancro colorato del platano, una malattia che porta alla morte anche gli alberi esemplari. Si diffuse a partire dall’immediato secondo dopoguerra. Il perché è presto spiegato: le casse delle munizioni dei militari americani, durante la seconda guerra mondiale, erano di legno di platano. È probabile che in qualcuna di queste casse fossero annidate le spore del fungo ascomicete Ceratocystis fimbriata, responsabile della malattia. Dopo lo sbarco alleato la malattia si diffuse in tutta Italia provocando i primi danni lungo i viali di platani della reggia di Caserta. Grazie a decenni di ricerche di laboratorio e di sperimentazione agronomica è stata fortunatamente individuata una varietà resistente conosciuta con il nome commerciale di Platanor® ‘Vallis Clausa’. Nonostante ciò, purtroppo, i platani secolari tuttora esistenti sono sottoposti a una continua minaccia potenzialmente capace di stravolgere il paesaggio di molti parchi storici. Tale evenienza è facilitata anche dalla scarsa professionalità di molti operatori del verde: grandi tagli di potatura e mancanza di disinfezione degli attrezzi da taglio favoriscono la diffusione delle fitopatie e aprono la strada ai patogeni secondari che, in condizioni normali, non sarebbero in grado di aggredire le piante sane.
Cambiamo paesaggio: Toscana. Colline, vigneti, strade sinuose costeggiate da cipressi…malati e deperenti. Questo era lo scenario che si prospettava circa 60 anni or sono quando dal nord America giunse Seiridium cardinale, fungo agente del cancro del cipresso. In questo caso, i grandi sforzi svolti dalla ricerca varietale hanno reso possibile l’introduzione di cultivar resistenti al patogeno, quali la ‘Bolgheri’, molto adatta all’impiego ornamentale grazie al caratteristico portamento colonnare stretto.
I tempi sono cambiati e i patogeni si sono adeguati: non sbarcano più da navi sbuffanti vapore, ma si lasciano trasportare da moderni aerei a reazione lungo le rotte intercontinentali. Molto più comodo, molto più veloce: nel 2000 al tarlo asiatico (Anoplophora chinensis) sono bastate poche ore per atterrare a Milano Malpensa al seguito – ma è solo una delle ipotesi – di un carico di bonsai proveniente dall’estremo oriente. Da allora il tarlo, conosciuto anche con il nome di cerambicide dalle lunghe antenne a causa del suo aspetto particolare, si è diffuso in Lombardia costringendo i Servizi fitosanitari ad adottare misure di contenimento estreme: taglio delle piante infestate e delle adiacenti piante sensibili all’insetto e divieto assoluto di messa a dimora di alcune delle specie vegetali tipiche della Pianura padana. In poco più di dieci anni, il tarlo si è “mangiato” un pezzetto di paesaggio, non solo per i danni diretti (ovvero per le piante devastate dalle lunghe gallerie) ma anche per l’impossibilità di messa a dimora delle piante ospitanti, che sono tutte autoctone o storicizzate e costituiscono l’ossatura della struttura vegetale del paesaggio del nord Italia. Per citarne solo alcune: aceri, carpini, biancospini, ippocastani, faggi, platani e pioppi. Una rivoluzione paesaggistica che sta già trasformando il paesaggio della Lombardia occidentale con l’introduzione di specie non attaccate dall’insetto – per il momento – come liriodendri (Liriodendron tulipifera) e storaci (Liquidambar styraciflua). Alberi dalle pregevoli caratteristiche ornamentali, già usati in passato in parchi e giardini, ma che ora rischiano di rappresentare una scelta obbligata per le alberature d’alto fusto con il risultato di stravolgere il paesaggio tradizionale.
Al centro e al sud Italia la situazione non è molto diversa: il coleottero curculionide conosciuto come punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) sta – letteralmente – divorando le palme di Sicilia, Campania, Lazio e Puglia, ma anche di altre regioni costiere, compromettendo il paesaggio marittimo e il lungomare di numerose rinomate località di villeggiatura. Certo, in questo caso non si tratta di vegetazione indigena, ma è pur sempre un paesaggio fortemente storicizzato che connota il Meridione e il Centro Italia anche dal punto di vista dell’immagine turistica.
Ma l’uomo è solo spettatore passivo nell’alterazione del paesaggio? La risposta richiede di ampliare l’analisi e di considerare nuovi elementi. La diffusione improvvisa e incontrollata di patologie o di popolazioni di insetti nocivi vede l’uomo protagonista, non semplice spettatore di eventi ineluttabili. Occorre infatti considerare che in un ecosistema “sano” la componente vegetale e quella patogena vivono in una sorta di equilibrio dinamico: grazie alla presenza di antagonisti naturali non si verificano (quasi) mai casi epidemici come quelli sopra ricordati. L’uomo incide profondamente sulla stabilità di ogni ecosistema modificandone l’equilibrio e generando un ambiente ostile alla crescita vegetale. In questo modo, non appena un nuovo patogeno – magari inconsapevolmente trasportato dall’uomo – compare in un ecosistema incontra piante male gestite dall’uomo e perciò debilitate, incapaci di affrontare la nuova malattia o il nuovo parassita.
C’è di più: oltre a questi danni indiretti, l’uomo agisce come attore, capace di modificare direttamente il paesaggio. È sufficiente guardarsi attorno: il paesaggio tradizionale è spesso modificato attraverso l’introduzione di specie estranee all’ambiente che le ospita, prive di qualunque legame con il territorio. Basti pensare a molti sempreverdi – i grandi cedri, ad esempio – che vengono messi a dimora ancora oggi per avere il “verde” tutto l’anno. Oppure i “muri” di lauroceraso o di Cupressocyparis leylandii che schermano i giardini privati dal fronte strada a tutela di chissà quali segreti.
Il paesaggio indietreggia, consumato da avversità e scarsa cultura del giardino e del paesaggio. Ciò che non mangiano i fitofagi, lo divora l’uomo. Forse, è ora di cambiare menù.

L’articolo originale (Fabbri M. e Masotto L.) può essere consultato sul sito della Fondazione Senza Frontiere onlus www.senzafrontiere.com

Consulenze per CTU e CTP | Luca Masotto dottore agronomo

Consulenze tecniche di parte (CTP) e d’ufficio (CTU)

Molte cause che si dibattono all’interno delle aule di giustizia italiane vertono attorno ad argomenti tecnici e, pertanto, il Giudice si affida a un Consulente tecnico di ufficio (CTU) al fine di formulare in modo compiuto, informato e ragionato la propria sentenza. Si pensi, per esempio, a cause che riguardano i danni provocati dallo schianto di un albero (in che condizioni era prima dello schianto? la manutenzione era corretta? da quanto tempo la pianta era a dimora?), alla determinazione dell’indennizzo in caso di esproprio oppure al calcolo del valore dell’asse ereditario in caso di successione.
Nel momento in cui il Giudice – sovente su richiesta delle Parti in causa – richiede una consulenza tecnica di ufficio, le Parti possono nominare un proprio consulente di fiducia che prende il nome di Consulente tecnico di parte (CTP).
Il ruolo del CTP, quindi, è quello di assistere tecnicamente i propri clienti. Quali sono i mezzi a sua disposizione? Per comprenderlo occorre considerare che il mandato del CTU si materializza attraverso il deposito di una relazione tecnica presso gli uffici del Tribunale (o della Corte). Prima che questo avvenga, tuttavia, i CTP (e i Legali) possono prendere visione di una bozza di relazione e proporre le proprie osservazioni, aggiungere elementi e chiedere la revisione di certe affermazioni che possono incidere sulla ricostruzione tecnica dalla quale scaturirà la sentenza.
Inoltre, di norma, prima di redigere la propria bozza di relazione, il CTU riceve dal CTP una memoria, ossia il punto di vista tecnico della Parte in causa. In questo modo, prima del deposito della relazione definitiva, il CTU ha modo di ascoltare più volte il parere delle Parti e di affinare il proprio elaborato affinchè sia il più esaustivo possibile.
Nel caso in cui per espletare la consulenza siano necessari indagini presso i luoghi oggetto di causa, il CTP accompagna il CTU in modo da garantire sempre il contraddittorio.
Si segnala che la scelta di avvalersi o meno di una consulenza tecnica di parte è lasciata alla discrezione delle Parti. Alle operazioni del CTU, infatti, possono sempre partecipare sia le Parti in causa sia i Legali di parte.
Un procedimento analogo si ha nel caso di accertamento tecnico preventivo, procedura di verifica tecnica che precede la causa vera e propria.

Alberi in città | Luca Masotto dottore agronomo

Milano, 31 gennaio 2015. Noi, gli alberi e la città

Il verde pubblico e privato è una risorsa preziosa per chi vive in città: dagli innumerevoli benefici ambientali e sociali, al netto miglioramento dell’estetica e del decoro, alberi e arbusti sono le componenti vitali di parchi, giardini, strade e viali.
Eppure una vera cultura dell’albero fatica a farsi spazio nella società italiana.
Sabato 31 gennaio 2015, alle ore 10.30, in Corso Garibaldi 27 a Milano, si terrà un incontro che vuole fare corretta informazione circa la gestione degli alberi in città.
Il Comune di Milano, in collaborazione con i dottori agronomi Andrea Bucci e Luca Masotto, organizza un incontro dedicato alla sensibilizzazione sulle migliori pratiche di gestione degli alberi in città.
Una mostra fotografica narrata illustrerà le tecniche più moderne per avere alberi sani e vitali.
La presentazione si concluderà con un’esibizione di tree climbing e con un momento di confronto con il pubblico durante il quale si parlerà di perizie sugli alberi, di analisi di stabilità, di progettazione sostenibile del verde.
Per qualsiasi informazione potete contattarmi cliccando qui.

Milano zona1. 31 gennaio 2015. Incontro alberi agronomo Milano Masotto

L'Agronomo a Milano: stabilità degli alberi

L’agronomo a Milano: neve e valutazione di stabilità degli alberi

La valutazione di stabilità degli alberi… invernale

La valutazione di stabilità degli alberi è un esame che si può praticare in tutte le stagioni.
In ottica invernale, tuttavia, occorre qualche accorgimento in più.

Ormai l’inverno sta per entrare nel vivo, le temperature si abbassano, le piante raggiungono il meritato riposo vegetativo e anche i patogeni si preparano a svernare.
Sembrerebbe quindi che gli alberi possano dormire sonni tranquilli. Il condizionale è dovuto al fatto che gli aspetti da valutare riguardo la salute delle piante vanno ben oltre le avversità cosiddette biotiche (ossia derivanti da organismi vivi quali, appunto, i funghi patogeni): in questo periodo è in agguato il problema neve.

Neve e stabilità degli alberi

Dal punto di vista biomeccanico la neve può costituire un carico aggiuntivo notevole, capace di provocare il cedimento di un albero o di porzioni di questo. Gli schianti possono interessare anche gli alberi caratterizzati da un’architettura vegetale ottimale in quanto la neve, depositandosi tra i rami e trattenuta dalle eventuali foglie presenti, può rappresentare una sollecitazione meccanica eccessiva per la pianta (o la branca).
La natura adotta una modalità di crescita a minima energia: per un albero è inutile depositare tessuti di sostegno in quantità molto superiore a quella necessaria per dispiegare le foglie. Ogni carico aggiuntivo, quindi, può risultare eccessivo da sostenere anche per alberi ben conformati; nel caso di alberi sbilanciati le cose si complicano perchè la neve aumenta in modo sensibile l’eccentricità del carico.
Il carico da neve è funzione di molti fattori; tuttavia i principali elementi da considerare sono costituiti dallo spessore del manto, dalla densità della neve, dalla forma della chioma e dall’area di insidenza della chioma. Inoltre, è necessario considerare una serie di fattori che possono modificare il carico da neve quali il vento, la temperatura e l’esposizione della pianta.

Come proteggere le piante dalla neve?

Attenzione quindi a mantenere in buone condizioni biomeccaniche i nostri alberi al fine di evitare sbrancamenti che, oltre a compromettere la valenza ornamentale e paesaggistica della pianta, possono provocare danni a persone e cose. Interventi di potatura, purchè opportunamente studiati e progettati in funzione delle caratteristiche specifiche della pianta, possono ridurre il rischio di cedimenti. Assolutamente da evitare ogni forma di capitozzatura o riduzione drastica della chioma: al di là degli aspetti fisiologici e ornamentali, le piante risponderebbero producendo una vegetazione fitta, disordinata e debole, riducendo la propria resistenza al carico da neve nelle stagioni successive.

Luca Masotto (dottore agronomo Milano n. 1212) offre servizi di gestione di patrimoni verdi privati e condominiali e analisi di stabilità degli alberi. Per ogni  informazione è possibile scrivere una email a studio@lucamasotto.it o telefonare al numero 333.4603805

Alberi in città | Luca Masotto dottore agronomo

Alberi in città

Non sono poche le persone che mi contattano per conoscere le normative vigenti circa la salvaguardia degli alberi in ambiente urbano. In effetti non esiste una normativa nazionale e, pertanto, le norme possono cambiare a seconda dell’ente locale. D’altra parte, la sensibilità nei confronti del verde si è via via sviluppata nel corso degli ultimi anni e non è ancora stata emanata una normativa di riferimento anche perchè, com’è facilmente intuibile, il livello di salvaguardia è spesso declinato in funzione della maggiore o minore urbanizzazione del territorio comunale.

Di seguito riporto una serie di casi riguardanti la normativa per l’abbattimento degli alberi e la loro sostituzione.

Vincoli comunali

In molti Comuni gli alberi d’alto fusto sono tutelati dai regolamenti del verde o da appositi articoli inseriti all’interno dei regolamenti edilizi.

A Milano, per esempio, non è possibile procedere all’abbattimento di alberi senza la presentazione di una relazione agronomica che giustifichi l’abbattimento e, al contempo, del progetto del nuovo assetto vegetazionale. Questo non significa che gli alberi possono essere abbattuti solo se presentano difficoltà fitosanitarie o fitostatiche al momento della richiesta: a titolo esemplificativo, nel caso di progetti di riqualificazione edilizia, il dottore agronomo può valutare la compatibilità di alberi esistenti con i lavori da eseguire e, se del caso, suggerire la loro sostituzione. Questa, per esempio, può essere consigliata nel caso in cui i lavori compromettano l’apparato radicale e, quindi, la pianta possa vedere aumentata la propria propensione al cedimento (maggiori informazioni sulle tecniche di analisi della stabilità delle piante a questa pagina). Non è infine da escludere che un albero possa essere abbattuto nell’ambito di un percorso di riqualificazione dell’area verde per semplice scelta progettuale. In ogni caso, la relazione agronomica per l’abbattimento degli alberi dovrà documentare adeguatamente sia le motivazioni della rimozione sia le specie (o varietà) di sostituzione.

In alcuni Comuni è necessario procedere tramite una comunicazione di inizio attività (per esempio a Milano), in altri vi è una modulistica apposita cui occorre allegare una relazione agronomica (per esempio a Concorezzo o Melzo) oppure una documentazione fotografica e planimetrica rappresentativa (per esempio Agrate Brianza).

Vincoli sovraordinati

Esistono anche vincoli di carattere sovraordinato (per esempio il cosiddetto vincolo paesaggistico) che possono interessare diverse città e che, spesso, coinvolgono direttamente singoli alberi, gruppi di alberi o filari alberati.

In questo caso, prima di procedere alla protocollazione della documentazione di un progetto di un nuovo assetto vegetazionale presso gli uffici comunali, è necessario acquisire il nulla osta da parte della Soprintendenza, con modalità che differiscono a seconda dell’ubicazione dell’area (il professionista vi accompagnerà nel percorso di acquisizione dei vari permessi).

Stima del valore ambientale e progetto di compensazione

Vi sono poi casi particolari nei quali il Comune non richiede la “semplice” sostituzione dei soggetti arborei da abbattere ma un vero e proprio progetto di compensazione ambientale. Il Comune di Sesto San Giovanni, per esempio, molto attento ai temi del verde, richiede la stima economica del valore ambientale dei soggetti da rimuovere e un conseguente progetto di compensazione di pari importo.

Come fare?

Se non esistono norme generali, come possono orientarsi un cittadino, un condominio o un’impresa che, per esempio, devono procedere all’abbattimento di alberi d’alto fusto? Il consiglio è rivolgersi all’Ufficio ecologia del proprio Comune per avere informazioni specifiche oppure contattarmi a uno dei recapiti riportati in questa pagina.

Giornata nazionale degli alberi | Luca Masotto dottore agronomo

21 novembre 2014: Giornata nazionale degli alberi

Venerdì 21 novembre si terrà la giornata nazionale degli alberi 2014. Molti gli eventi in programma. A Milano, vi aspetto in piazza Castello dalle 11 alle 16.

Il patrimonio arboreo di una città è un elemento fondamentale per la qualità della vita. Le piante sono esseri viventi e come tali mutano la loro condizione con il passare del tempo, potendo diventare pericolose. Il Comune di Milano da tempo incarica professionisti dottori agronomi e dottori forestali per verificare la stabilità delle piante e per definire le corrette pratiche di arboricoltura. “SicurAlberi” è l’evento organizzato a Milano, in Piazza Castello, dalla Federazione dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia con la collaborazione del Comune di Milano e dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano, in occasione della Giornata nazionale degli alberi il prossimo 21 novembre 2014. Durante l’evento sarà mostrato come si valuta la sicurezza di un albero e saranno eseguite operazioni dimostrative di arboricoltura in quota tramite la tecnica del tree-climbing, oltre a illustrare le nuove fitopatologie che colpiscono le piante e come porvi rimedio.

Lo stesso giorno, saranno organizzati laboratori didattici presso nove Scuole elementari comunali, una per ogni Zona di decentramento della città. Gli alunni delle classi quarte e quinte saranno accompagnati alla scoperta degli alberi. Dottori agronomi, dottori forestali e insegnanti spiegheranno loro come nascono e crescono questi esseri viventi e, soprattutto, l’importanza che hanno per l’uomo. Al termine della giornata, nel giardino di ciascuna scuola, sarà messo a dimora un tiglio e sarà consegnato ai bambini il vademecum delle buone pratiche colturali per aiutarli a prendersi cura del nuovo “compagno”.

Vi propongo un mio articolo per approfondire il legame tra alberi e città: cliccate qui per leggerlo.

Ecco le locandine degli eventi:

aMiamo gli alberi SicuraAlberi

Torneo HD Garden | Masotto dottore agronomo

Torneo HD Garden

Dal 31 maggio al 2 giugno 2014 il palazzetto dello sport di Usmate (Via Bernardino Luini) ospiterà il Torneo HD garden (www.hdgarden.it).
HD Garden ha accettato con entusiasmo l’idea di affiancare il torneo come sponsor principale: sport, verde e aria aperta sono ideali che si sposano con la nostra attività, volta a farvi sentire bene nei vostri giardini e terrazzi.
Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina ufficiale della società Usmate basket.