Articoli

Droni_e_verde_urbano_Luca_Masotto_agronomo

Droni multispettrali e gestione del verde urbano

Droni e verde urbano

L’uso dei droni per valutare le colture in pieno campo è una pratica ormai ampiamente utilizzata, soprattutto nei Paesi dove maggiori sono le dimensioni delle imprese agricole. Parimenti i droni vengono utilizzati per monitoraggi di carattere ambientale. Pressoché inesplorato resta invece il mondo del verde urbano dove i droni, soprattutto se equipaggiati con camere multispettrali, possono fornire preziosi suggerimenti per la gestione di questa risorsa, la cui importanza viene sempre più compresa sia a livello pubblico sia a livello privato.

Droni e verde urbano: i rilievi

Per questo motivo alla fine di giugno 2018 sono stati svolti alcuni voli sperimentali in collaborazione con Drone Emotions, azienda leader nella progettazione e nella vendita di droni, e con il Comune di Concorezzo che ha messo a disposizione le aree per i rilievi.

In dettaglio sono stati esaminati:

  • un parco pubblico che vede la presenza di alberi di alto fusto in fase giovanile o di maturità a fianco di quella di un grande cedro monumentale la cui età si aggira intorno ai 200 anni,
  • un viale cittadino caratterizzato dalla presenza di tigli su entrambi i lati della carreggiata, tigli che tuttavia sono stati gestiti in modo profondamente diverso nel corso degli ultimi anni.

Sono stati eseguiti rilievi nel visibile e, particolarmente interessanti, anche con l’ausilio di camere multispettrali grazie alle quali è stato successivamente calcolato l’indice NDVI, ad oggi il più diffuso e importante indice di vigoria vegetazionale utilizzato nel mondo.

Successivamente al volo e all’elaborazione dei dati per la determinazione dell’indice di vigoria, è stato eseguito un riscontro sul campo al fine di verificare la corrispondenza dei dati raccolti tramite le camere multispettrali con le condizioni vegetazionali rilevate da due dottori agronomi.

Droni e verde urbano: i risultati

I risultati ottenuti sono molto interessanti in quanto:

  • sono state individuate precise corrispondenze tra alberi in gravi difficoltà fisiologiche e indice di vigoria calcolato,
  • l’indice di vigoria ha permesso di esaltare le possibili difficoltà vegetazionali di alcuni soggetti arborei che sarebbero passate pressoché inosservate a una valutazione ordinaria di campo,
  • sono state rilevate differenze di vigoria tra specie afferenti al medesimo genere botanico e, addirittura, sono state riscontrate differenze di vigoria tra varietà della medesima specie,
  • è stato possibile valutare la vigoria, risultata scarsa, di alcune nuove messe a dimora, evidenziando stress post trapianto da monitorare;
  • l’esame della vegetazione del viale dimostra e conferma, sebbene con risultati in parte inattesi, l’influenza della potatura sullo stato fisiologico delle piante anche a distanza di quasi due stagioni vegetative dall’intervento.

I risultati ottenuti sono certamente incoraggianti e si prestano ad essere utilizzati in chiave gestionale secondo un’ottica pluriennale. In particolare, dal momento che si tratta di piante arboree, sarebbe interessante valutare riprese aeree ottenute a distanza di 1 o 2 anni l’una dall’altra, al fine di monitorare la vigoria delle piante e la loro risposta a eventuali interventi arboricolturalì, in primis biostimolazioni radicali.

Resta confermato il ruolo del consulente dottore agronomo che, in ogni caso, deve intervenire con riscontri in campo per individuare gli interventi più corretti.

Droni_e_verde_urbano_Luca_Masotto_agronomo

Agronomo Pavia

Verde urbano. Soluzioni a portata di buone prassi.

L’Agronomo a Pavia: La progettazione degli interventi di potatura delle alberature cittadine, esempi virtuosi di razionalizzazione

Venerdì 6 aprile 2018, presso Villa Mezzabarba (via Principale 2, Borgarello PV), si terrà il convegno “Soluzioni per un uso efficiente delle risorse, salvaguardia e gestione del patrimonio arboreo”. Un incontro formativo all’insegna della gestione del verde con eccellenze a confronto e comunità che si contaminano per risolvere, al meglio, problemi.
L’incontro sarà organizzato dai Comuni di Borgarello e Torre d’Isola, insieme all’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi.

Avrò il piacere di proporre un intervento circa La progettazione degli interventi di potatura delle alberature cittadine, esempi virtuosi di razionalizzazione dove citerò anche recenti lavori pubblici che ho seguito come esempio di risparmi finanziari derivati da un’allocazione delle risorse guidata da elementi tecnico-arboricolturali.

PROGRAMMA COMPLETO

6 APRILE 2018

Ore 8.30 – Registrazione partecipanti

Ore 9.00 – Saluti della Associazione Nazionale Comuni Virtuosi e dei Sindaci

Ore 9.30 – Prof. Sartori – Il parco di Villa Mezzabarba e il progetto di recupero

Ore 9.45 – Dott. Agr. Gianni Azzali – PAN, la normativa per l’uso dei prodotti fitosanitari in aree pubbliche

Ore 10.15 – Dott. Agr. Mattia Marchesi – Controllo del contratto di manutenzione ordinaria del verde

Ore 10.35 – Silvestro Acampora – Gestione delle alberature urbane: esempi dalla città di Milano e cenni normativi

Ore 11.15 – Dott. Agr. Andrea Marin – la valutazione della stabilità delle alberature, la valutazione del rischio e Cenni sulle metodologie di analisi

Ore 11.35 – Dott. Agr. Luca Masotto – La progettazione degli interventi di potatura delle alberature cittadine, esempi virtuosi di razionalizzazione

Ore 12.00 – Dott. Ivana Casciano – Paderno Dugnano, il recupero ambientale di aree degradate. L’esempio del Parco Lago Nord

Ore 12.30 – Dibattito tra pubblico e relatori

Ore 13.00 – Pranzo a buffet

Ore 13.15 – Banco informativo – L’utilizzo del drone in arboricoltura urbana

Ore 14.00 – A. Zanin ETW, soci AIPV: esempi di potatura in tree climbing e cestello Dott. Agr. Marin e Dott. Agr. Masotto esempio di valutazione di stabilità delle alberature

Ore 16.00 – Chiusura lavori

Droni e verde urbano agronomo Milano

Droni multispettrali: un supporto per la gestione del verde urbano

L’impiego di droni nell’ambito del verde urbano è un ottimo punto di partenza e di completamento per tutti quegli interventi che mirano al contenimento dell’impiego di prodotti chimici e alla gestione del rischio associato alla presenza di alberi.

 

Un nuovo strumento per l’agronomo di città

È ormai di moda parlare di dati. Qualunque sia l’obiettivo di un progetto, la raccolta e l’esame di una grande quantità di dati è un elemento imprescindibile per una consulenza moderna ed efficace. Parlare di dati, quindi, non è un fenomeno passeggero, bensì un vero e proprio cambio di paradigma: con l’avanzare della tecnologia, ogni tipo di consulenza sta modificando il proprio approccio tanto che gli aspetti quantitativi stanno assumendo un peso predominante rispetto a quelli qualitativi. Ovviamente, nessuna macchina – per quanto sofisticata – potrà mai prendere il posto del professionista nell’ambito dell’analisi di sistemi complessi (soprattutto se “aperti” come il caso di un ecosistema urbano). Ma se ben utilizzate, le tecnologie di ultima generazione possono aiutare le consulenze libero professionali a compiere un notevole salto di qualità.

Il Progetto Parco di Villa Zoia a Concorezzo (Monza)

È per questo che ha preso avvio il Progetto Zoia che prevede la raccolta di grandi quantità di dati spaziali e puntuali al fine di una loro successiva analisi per comprendere nei minimi dettagli lo stato di fatto relativo a un parco cittadino della bassa Brianza. In questi giorni è stato svolto un rilievo tramite drone per la mappatura tridimensionale del Parco che permetterà di ottenere un modello digitale del terreno. Questo, a sua volta, consentirà di approfondire le dinamiche idrauliche con tutte le conseguenti implicazioni in materia di irrigazione, fitopatologia, nutrizione.

Droni e riprese multispettrali

Ma la restituzione dei dati raccolti nel campo del visibile è solo il primo passo per una conoscenza completa dell’ecosistema urbano. In primavera, una volta che le piante avranno rimesso completamente le foglie, si procederà a uno o più voli di completamento, volti alla raccolta di dati multispettrali: speciali camere rileveranno la quantità di radiazione riflessa a particolari lunghezze d’onda. I dati, rielaborati da appositi algoritmi in fase di affinamento, metteranno in evidenza la naturale variabilità di condizione fisiologica in funzione della specie, del luogo di messa a dimora, dell’esposizione nei confronti dei punti cardinali. Sulla base di successivi sopralluoghi di validazione in campo, si potranno individuare sul nascere le difficoltà fisiologiche o patologiche della vegetazione, intervenendo in modo rapido, mirato ed efficace.

Uno strumento, tante applicazioni

In ultima analisi, quindi, l’impiego di droni nell’ambito del verde urbano è un ottimo punto di partenza e di completamento per tutti quegli interventi ad alto contenuto consulenziale che mirano al contenimento dell’impiego di prodotti chimici e alla gestione del rischio associato alla presenza di alberi. Si pensi, per esempio, alla possibilità di individuare tempestivamente eventuali difficoltà radicali di alberi di alto fusto, introducendo programmi di lotta biologica nonché verifiche di stabilità con strumenti avanzati quali la prova dinamica di tenuta dell’apparato radicale.

Droni e verde urbano agronomo Milano

Per qualsiasi informazione sono a disposizione al numero 333.4603805 o all’indirizzo di posta studio@lucamasotto.it
I rilievi sono stati realizzati grazie alla collaborazione dei tecnici agrosurvey.farm

Milano Progettazione del verde

L’importanza del verde nel contesto urbano: intervista a Pronto Pro.

Oggi ho avuto il piacere di rilasciare un’intervista al blog di ProntoPro.
Una chiacchierata veloce a proposito dell’importanza del verde nel contesto urbano: dalla regolazione del microclima urbano al ruolo del verde pensile, dalla valutazione di stabilità degli alberi e dei rischi loro connessi alla divulgazione ambientale.
L’intervista completa alla pagina internet del blog di ProntoPro disponibile al seguente link: https://www.prontopro.it/blog/ecco-come-il-verde-puo-migliorare-la-qualita-della-nostra-vita/

QTRA Aboricoltore Milano Agronomo

Arboricoltore Milano: dall’analisi di stabilità alla valutazione del rischio

L’arboricoltore a Milano: dall’analisi di stabilità alla valutazione del rischio

Siamo spesso abituati a gestire gli alberi in funzione delle loro condizioni intrinseche. Hanno difetti strutturali? Hanno problemi fisiologici o malattie fungine?
Soprattutto, di solito, vogliamo scongiurare schianti o sbrancamenti, quasi fosse automatico il nesso tra caduta di un albero (o di una branca) e danni a persone e cose. Se la branca cadesse proprio mentre passa qualcuno? Se quell’albero inclinato cedesse proprio mentre sta uscendo qualcuno con l’automobile?

Arboricoltore Milano

Valutazione di stabilità degli alberi. Una scienza evoluta

La valutazione di stabilità degli alberi ha fatto notevoli progressi negli ultimi decenni. Metodi, prassi e protocolli hanno affinato le procedure di indagine.
Sofisticati strumenti tecnologici permettono oggi di indagare la consistenza dei tessuti legnosi in modo poco o per nulla invasivo.
Tuttavia solo ora si sta affacciando in Italia un approccio diverso alla coesistenza degli alberi con le attività umane.

QTRA. Un approccio quantitativo all’esame di stabilità degli alberi

Si tratta della valutazione del rischio associato alla presenza di alberi. Uno degli approcci più diffusi è il QTRA (Quantified tree risk assessment); si tratta di una valutazione quantitativa del rischio, quindi indipendente da ragionamenti di carattere qualitativo, talvolta emotivo, che sono tradizionalmente applicati alla materia.
Il metodo QTRA si basa su solide basi statistiche capaci di calcolare la probabilità che un albero possa provocare danni nel corso dei successivi 12 mesi. I parametri da valutare sono lo stato morfofisiologico e biomeccanico degli alberi, la frequentazione della potenziale area di schianto, le condizioni meteoclimatiche locali, le sollecitazioni cui l’albero è sottoposto e la probabile evoluzione dei fattori precedenti.
In questo modo viene stimata una probabilità di danno traducibile in termini monetari in modo da valutare se il costo degli eventuali interventi arboricolturali (potature, abbattimenti, ecc.) sia giustificabile o meno.

Valutazione del rischio degli alberi. I vantaggi

La valutazione del rischio degli alberi, in ultima analisi, può quindi essere vista come una razionalizzazione degli interventi in grado di allocare al meglio le risorse finanziarie destinate alla cura del verde, tanto in ambito pubblico quanto in ambito privato.

Luca Masotto è registered user per l’applicazione del metodo QTRA in Italia. Per maggiori informazioni è possibile inviare una email all’indirizzo studio@lucamasotto.it oppure contattarmi direttamente al 333 4603805.
La metodologia QTRA è descritta in dettaglio sulla pagina ufficiale www.qtra.co.uk

Arboricoltura | Luca Masotto

Schianto di alberi: chi paga i danni?

Comprendere le cause biomeccaniche che hanno provocato lo schianto di un albero è di fondamentale importanza per inquadrare il responsabile dei danni

Di questi tempi si rincorrono in continuazione notizie circa lo schianto di alberi o di grandi branche con conseguenti danni ad abitazioni, strade, automobili. I temporali estivi o le nevicate invernali hanno certo un ruolo importante nella vicenda, tuttavia gran parte delle responsabilità deve essere spesso ricercata in una cattiva cura dei soggetti arborei. Comprendere le cause biomeccaniche che hanno provocato lo schianto di un albero è di fondamentale importanza per inquadrare il responsabile dei danni provocati e, quindi, per capire a chi rivolgersi per ottenere un risarcimento (oppure come procedere per avviare un procedimento legale). Si ricorda, infatti, che nel nostro ordinamento il proprietario di un bene è responsabile della sua corretta manutenzione e, al contempo, è responsabile dei danni che detto bene può cagionare a terzi.
I temporali estivi sono talvolta violenti, ma molto spesso presentano raffiche di vento che possono essere considerate del tutto ordinarie. Pertanto, non sempre il proprietario della pianta può appellarsi al caso fortuito ossia alla “calamità naturale” contro la quale anche un comportamento “da buon padre di famiglia” e una buona manutenzione possono ben poco. Più frequentemente, lo schianto di alberi o di grandi branche è da ricondurre a una cattiva gestione: scavi in prossimità dell’apparato radicale o potature male eseguite possono compromettere in modo spesso irrimediabile la tenuta biomeccanica dei soggetti.
In caso di schianto, quindi, è importante effettuare subito numerose riprese fotografiche dell’albero, delle parti schiantate e dell’intorno, prima che il tutto venga rimosso da chi di dovere. È infatti possibile avviare un procedimento di richiesta danni entro due anni dal momento dell’evento. Un buon tecnico, inoltre, già a partire dall’analisi delle immagini può rendersi conto delle motivazioni di carattere biomeccanico che hanno provocato lo schianto e quindi iniziare a raccogliere prove e indizi per ricostruire l’accaduto con dovizia di particolari. La conoscenza del territorio e degli attori tecnici che vi operano – per esempio in campo meteoclimatico – è fondamentale per ottenere il quadro completo delle condizioni intrinseche ed estrinseche all’albero nel giorno e all’ora dello schianto. Tali condizioni possono essere ricostruite anche a distanza di tempo: grazie all’osservazione dei tessuti legnosi (o di quello che ne rimane), il dottore agronomo è in grado di determinare, per esempio, se un albero ha subito potature sconsiderate oppure se è stato abbandonato a se stesso da lungo tempo, fattori indispensabili nell’ambito di un processo di risarcimento danni.
Altrettanto importante è valutare l’intorno dell’albero: vi sono state modifiche significative che possono avere comportato una variazione sostanziale del “giro dei venti”? Sono stati costruiti edifici di recente oppure sono stati demoliti edifici o abbattuti alberi nelle vicinanze? Aspetti sovente sottovalutati anche dai periti delle assicurazioni con i quali ho avuto modo di interfacciarmi nel corso degli anni; aspetti che tuttavia possono modificare l’esito di un evento da “caso fortuito” a colpevole mancanza di cura per l’albero caduto.

In ogni caso, la consulenza del dottore agronomo non si esaurisce nella mera fotografia e ricostruzione di quanto occorso: il confronto continuo con il Legale del Committente è indispensabile in quanto la materia, estremamente tecnica, può diventare scivolosa qualora non affrontata con la dovuta attenzione a tanti piccoli dettagli che, se trattati senza cognizione di causa, possono diventare controproducenti per la Parte assistita.

Articolo pubblicato originariamente sul portale Prontoprofessionista.it

Alberi in città | Luca Masotto dottore agronomo

Milano, 31 gennaio 2015. Noi, gli alberi e la città

Il verde pubblico e privato è una risorsa preziosa per chi vive in città: dagli innumerevoli benefici ambientali e sociali, al netto miglioramento dell’estetica e del decoro, alberi e arbusti sono le componenti vitali di parchi, giardini, strade e viali.
Eppure una vera cultura dell’albero fatica a farsi spazio nella società italiana.
Sabato 31 gennaio 2015, alle ore 10.30, in Corso Garibaldi 27 a Milano, si terrà un incontro che vuole fare corretta informazione circa la gestione degli alberi in città.
Il Comune di Milano, in collaborazione con i dottori agronomi Andrea Bucci e Luca Masotto, organizza un incontro dedicato alla sensibilizzazione sulle migliori pratiche di gestione degli alberi in città.
Una mostra fotografica narrata illustrerà le tecniche più moderne per avere alberi sani e vitali.
La presentazione si concluderà con un’esibizione di tree climbing e con un momento di confronto con il pubblico durante il quale si parlerà di perizie sugli alberi, di analisi di stabilità, di progettazione sostenibile del verde.
Per qualsiasi informazione potete contattarmi cliccando qui.

Milano zona1. 31 gennaio 2015. Incontro alberi agronomo Milano Masotto

L'Agronomo a Milano: stabilità degli alberi

L’agronomo a Milano: neve e valutazione di stabilità degli alberi

La valutazione di stabilità degli alberi… invernale

La valutazione di stabilità degli alberi è un esame che si può praticare in tutte le stagioni.
In ottica invernale, tuttavia, occorre qualche accorgimento in più.

Ormai l’inverno sta per entrare nel vivo, le temperature si abbassano, le piante raggiungono il meritato riposo vegetativo e anche i patogeni si preparano a svernare.
Sembrerebbe quindi che gli alberi possano dormire sonni tranquilli. Il condizionale è dovuto al fatto che gli aspetti da valutare riguardo la salute delle piante vanno ben oltre le avversità cosiddette biotiche (ossia derivanti da organismi vivi quali, appunto, i funghi patogeni): in questo periodo è in agguato il problema neve.

Neve e stabilità degli alberi

Dal punto di vista biomeccanico la neve può costituire un carico aggiuntivo notevole, capace di provocare il cedimento di un albero o di porzioni di questo. Gli schianti possono interessare anche gli alberi caratterizzati da un’architettura vegetale ottimale in quanto la neve, depositandosi tra i rami e trattenuta dalle eventuali foglie presenti, può rappresentare una sollecitazione meccanica eccessiva per la pianta (o la branca).
La natura adotta una modalità di crescita a minima energia: per un albero è inutile depositare tessuti di sostegno in quantità molto superiore a quella necessaria per dispiegare le foglie. Ogni carico aggiuntivo, quindi, può risultare eccessivo da sostenere anche per alberi ben conformati; nel caso di alberi sbilanciati le cose si complicano perchè la neve aumenta in modo sensibile l’eccentricità del carico.
Il carico da neve è funzione di molti fattori; tuttavia i principali elementi da considerare sono costituiti dallo spessore del manto, dalla densità della neve, dalla forma della chioma e dall’area di insidenza della chioma. Inoltre, è necessario considerare una serie di fattori che possono modificare il carico da neve quali il vento, la temperatura e l’esposizione della pianta.

Come proteggere le piante dalla neve?

Attenzione quindi a mantenere in buone condizioni biomeccaniche i nostri alberi al fine di evitare sbrancamenti che, oltre a compromettere la valenza ornamentale e paesaggistica della pianta, possono provocare danni a persone e cose. Interventi di potatura, purchè opportunamente studiati e progettati in funzione delle caratteristiche specifiche della pianta, possono ridurre il rischio di cedimenti. Assolutamente da evitare ogni forma di capitozzatura o riduzione drastica della chioma: al di là degli aspetti fisiologici e ornamentali, le piante risponderebbero producendo una vegetazione fitta, disordinata e debole, riducendo la propria resistenza al carico da neve nelle stagioni successive.

Luca Masotto (dottore agronomo Milano n. 1212) offre servizi di gestione di patrimoni verdi privati e condominiali e analisi di stabilità degli alberi. Per ogni  informazione è possibile scrivere una email a studio@lucamasotto.it o telefonare al numero 333.4603805