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Progettazione del verde | Luca Masotto

Agronomo Monza: l’accertamento tecnico preventivo

L’accertamento tecnico preventivo

L’ATP è uno strumento di urgenza utile a chiarire gli aspetti tecnici che hanno provocato un vizio. L’importanza di porre un buon quesito al CTU

Negli ultimi anni, nei procedimenti giudiziari, gli aspetti tecnici hanno assunto un ruolo via via crescente. Capita spesso che il tasso tecnico dei motivi di una controversia sia tanto elevato da dover ricorrere a un consulente in grado di chiarire gli aspetti tecnici di un vizio, affinché i Legali delle Parti dapprima, e il Giudice poi, possano arrivare a conclusioni sufficientemente informate.

Non sempre la questione può essere risolta tramite una consueta Consulenza tecnica di ufficio. Talvolta può essere necessario procedere di urgenza in quanto, per esempio, occorre ripristinare lo stato di fatto dei luoghi in tempi molto brevi, incompatibili con i tempi di un procedimento giudiziario. La casistica è molto ampia: dalla determinazione dei motivi che hanno portato allo schianto di un albero – che deve essere rimosso per consentire la ristrutturazione dell’edificio colpito – alla valutazione dei problemi di drenaggio di un campo da calcio che deve tornare alla piena funzionalità prima dell’inizio del campionato.

In casi simili, il Legale può ricorrere all’accertamento tecnico preventivo (ATP) disciplinato dall’articolo 696 del codice di procedura civile. L’ATP è un procedimento di istruzione preventiva che si svolge quindi prima dell’avvio del processo avvalendosi di tecnici di particolare competenza che intervengono immediatamente e con celerità in tutti i casi in cui una tradizionale CTU (Consulenza tecnica di ufficio) avrebbe tempi di svolgimento eccessivamente lunghi. In altri termini, l’ATP svolge la funzione di fotografare in dettaglio lo stato dei luoghi prima che questi siano irrimediabilmente modificati vuoi per eliminare una situazione di pericolo, vuoi per ripristinare lo status quo ante.

Prima di richiedere un ATP al Giudice è bene che Legale e Cliente si consultino con un Consulente tecnico di propria fiducia affinché sia valutata nel dettaglio la sussistenza dei presupposti tecnici necessari per avviare il procedimento. Ovviamente, al di là del merito prettamente tecnico, occorre verificare anche ogni presupposto giuridico. Questa fase è fondamentale per il buon esito della pronuncia del Giudice. Si consideri, infatti, che il Giudice, non essendo tecnico, poggerà buona parte delle proprie conclusioni sugli elaborati del Consulente tecnico di parte e del Consulente tecnico di ufficio. Vero è che l’operato di quest’ultimo è certamente indipendente dal controllo delle Parti, tuttavia si consideri che la Parte che richiede l’accertamento tecnico ha la possibilità di “indirizzare” il CTU, ponendo un quesito pertinente agli aspetti tecnici che si desiderano approfondire. Ne segue che il Consulente tecnico di fiducia riveste un ruolo fondamentale per tutto il procedimento e che, pertanto, il suo operato dovrebbe sempre iniziare ancora prima dell’avvio di qualsiasi atto legale. Questo soprattutto se si considera che, da qualche anno a questa parte, l’accertamento tecnico preventivo non ha più funzione di mero rilievo (per esempio produzione di planimetrie o raccolte fotografiche) ma comprende anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all’oggetto della verifica.

Articolo originariamente pubblicato sul portale Pronto professionista.

Arboricoltura | Luca Masotto

Schianto di alberi: chi paga i danni?

Comprendere le cause biomeccaniche che hanno provocato lo schianto di un albero è di fondamentale importanza per inquadrare il responsabile dei danni

Di questi tempi si rincorrono in continuazione notizie circa lo schianto di alberi o di grandi branche con conseguenti danni ad abitazioni, strade, automobili. I temporali estivi o le nevicate invernali hanno certo un ruolo importante nella vicenda, tuttavia gran parte delle responsabilità deve essere spesso ricercata in una cattiva cura dei soggetti arborei. Comprendere le cause biomeccaniche che hanno provocato lo schianto di un albero è di fondamentale importanza per inquadrare il responsabile dei danni provocati e, quindi, per capire a chi rivolgersi per ottenere un risarcimento (oppure come procedere per avviare un procedimento legale). Si ricorda, infatti, che nel nostro ordinamento il proprietario di un bene è responsabile della sua corretta manutenzione e, al contempo, è responsabile dei danni che detto bene può cagionare a terzi.
I temporali estivi sono talvolta violenti, ma molto spesso presentano raffiche di vento che possono essere considerate del tutto ordinarie. Pertanto, non sempre il proprietario della pianta può appellarsi al caso fortuito ossia alla “calamità naturale” contro la quale anche un comportamento “da buon padre di famiglia” e una buona manutenzione possono ben poco. Più frequentemente, lo schianto di alberi o di grandi branche è da ricondurre a una cattiva gestione: scavi in prossimità dell’apparato radicale o potature male eseguite possono compromettere in modo spesso irrimediabile la tenuta biomeccanica dei soggetti.
In caso di schianto, quindi, è importante effettuare subito numerose riprese fotografiche dell’albero, delle parti schiantate e dell’intorno, prima che il tutto venga rimosso da chi di dovere. È infatti possibile avviare un procedimento di richiesta danni entro due anni dal momento dell’evento. Un buon tecnico, inoltre, già a partire dall’analisi delle immagini può rendersi conto delle motivazioni di carattere biomeccanico che hanno provocato lo schianto e quindi iniziare a raccogliere prove e indizi per ricostruire l’accaduto con dovizia di particolari. La conoscenza del territorio e degli attori tecnici che vi operano – per esempio in campo meteoclimatico – è fondamentale per ottenere il quadro completo delle condizioni intrinseche ed estrinseche all’albero nel giorno e all’ora dello schianto. Tali condizioni possono essere ricostruite anche a distanza di tempo: grazie all’osservazione dei tessuti legnosi (o di quello che ne rimane), il dottore agronomo è in grado di determinare, per esempio, se un albero ha subito potature sconsiderate oppure se è stato abbandonato a se stesso da lungo tempo, fattori indispensabili nell’ambito di un processo di risarcimento danni.
Altrettanto importante è valutare l’intorno dell’albero: vi sono state modifiche significative che possono avere comportato una variazione sostanziale del “giro dei venti”? Sono stati costruiti edifici di recente oppure sono stati demoliti edifici o abbattuti alberi nelle vicinanze? Aspetti sovente sottovalutati anche dai periti delle assicurazioni con i quali ho avuto modo di interfacciarmi nel corso degli anni; aspetti che tuttavia possono modificare l’esito di un evento da “caso fortuito” a colpevole mancanza di cura per l’albero caduto.

In ogni caso, la consulenza del dottore agronomo non si esaurisce nella mera fotografia e ricostruzione di quanto occorso: il confronto continuo con il Legale del Committente è indispensabile in quanto la materia, estremamente tecnica, può diventare scivolosa qualora non affrontata con la dovuta attenzione a tanti piccoli dettagli che, se trattati senza cognizione di causa, possono diventare controproducenti per la Parte assistita.

Articolo pubblicato originariamente sul portale Prontoprofessionista.it

Agronomo Monza espropri stime valutazioni

Estimo immobiliare e fondiario: mercato, redditività e valore

La valutazione di terreni, aziende agricole e immobili

Quali sono gli elementi imprescindibili per la stima di terreni o aziende agricole? Quali principi seguire per un consulenza estimativa corretta? Quale il ruolo del dottore agronomo nella stima degli immobili rurali, commerciali e residenziali?

Estimo immobiliare e fondiario

Il corso Estimo immobiliare e fondiario: mercato, redditività e valore, organizzato da Ordine dei Dottori agronomi e dei Dottori forestali di Milano e TeMA – Territori, Mercati e Ambiente, Società della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, si propone come un percorso di formazione professionale continua per la valutazione di immobili e proprietà fondiarie con un approccio multidisciplinare che prevede la trattazione di temi tecnici, giuridici e finanziari.

Esproprio, redditività, mercati, valore

Il corso approfondisce i vari aspetti della stima degli immobili urbani e rurali a partire dai fondamenti dell’estimo fondiario di origine agraria fino all’uso delle banche dati per le analisi multicriteriali. Argomenti come catasto e servizi di pubblicità immobiliare sono prodromi alla conoscenza del bene insieme alla “due diligence’’ e alle verifiche precontrattuali. Lo studio dei mercati e l’analisi dell’eventuale redditività costituiscono la base per l’identificazione dei riferimenti valoriali. Il tutto nel quadro giuridico della tutela della proprietà, con i vincoli e le opportunità della pianificazione per il governo del territorio e i limiti circa le finalità di pubblica utilità che conducono all’asservimento e all’espropriazione.

Per informazioni potete contattarmi al numero 333.4603805 o inviare una email a studio@lucamasotto.it

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Consulenze per CTU e CTP | Luca Masotto dottore agronomo

Consulenze tecniche di parte (CTP) e d’ufficio (CTU)

Molte cause che si dibattono all’interno delle aule di giustizia italiane vertono attorno ad argomenti tecnici e, pertanto, il Giudice si affida a un Consulente tecnico di ufficio (CTU) al fine di formulare in modo compiuto, informato e ragionato la propria sentenza. Si pensi, per esempio, a cause che riguardano i danni provocati dallo schianto di un albero (in che condizioni era prima dello schianto? la manutenzione era corretta? da quanto tempo la pianta era a dimora?), alla determinazione dell’indennizzo in caso di esproprio oppure al calcolo del valore dell’asse ereditario in caso di successione.
Nel momento in cui il Giudice – sovente su richiesta delle Parti in causa – richiede una consulenza tecnica di ufficio, le Parti possono nominare un proprio consulente di fiducia che prende il nome di Consulente tecnico di parte (CTP).
Il ruolo del CTP, quindi, è quello di assistere tecnicamente i propri clienti. Quali sono i mezzi a sua disposizione? Per comprenderlo occorre considerare che il mandato del CTU si materializza attraverso il deposito di una relazione tecnica presso gli uffici del Tribunale (o della Corte). Prima che questo avvenga, tuttavia, i CTP (e i Legali) possono prendere visione di una bozza di relazione e proporre le proprie osservazioni, aggiungere elementi e chiedere la revisione di certe affermazioni che possono incidere sulla ricostruzione tecnica dalla quale scaturirà la sentenza.
Inoltre, di norma, prima di redigere la propria bozza di relazione, il CTU riceve dal CTP una memoria, ossia il punto di vista tecnico della Parte in causa. In questo modo, prima del deposito della relazione definitiva, il CTU ha modo di ascoltare più volte il parere delle Parti e di affinare il proprio elaborato affinchè sia il più esaustivo possibile.
Nel caso in cui per espletare la consulenza siano necessari indagini presso i luoghi oggetto di causa, il CTP accompagna il CTU in modo da garantire sempre il contraddittorio.
Si segnala che la scelta di avvalersi o meno di una consulenza tecnica di parte è lasciata alla discrezione delle Parti. Alle operazioni del CTU, infatti, possono sempre partecipare sia le Parti in causa sia i Legali di parte.
Un procedimento analogo si ha nel caso di accertamento tecnico preventivo, procedura di verifica tecnica che precede la causa vera e propria.